Vicini ma non troppo


Accedo a blogger non per distrarmi perché mi stavo cercando i sintomi su google, ma per lamentarmi dei vicini e per ribadire un concetto: quanto odio l’estate. 

Mi sembra un po’ strano perché non ho mai utilizzato questo spazio per lamentarmi veramente di qualcuno o per parlare dei fatti miei, però non è un parlare alle spalle perché quello che c’era da dire è stato detto in faccia. Quindi, ora che mi sono anche giustificata posso lamentarmi anche all’interno della mia baracca.
Pensate all’incapacità di rispettare gli spazi in comune con gli altri, ad un pesante problema con il tono della voce e ad un legame difficile con il tempo. E poi, pensate al fatto che proprio io che non sono per nulla interessata ad incontrare gente, devo avere a che fare con queste persone che devono venire ad invadere un mio spazio vitale.
Non so se sto rendendo l’idea, ma penso di sì.
OH! Ma stai nel tuo, abbassa ‘sta voce e se prendi iniziative chiedi il permesso agli altri.
In più in queste ore ho rafforzato ulteriormente la giustezza (dovrebbe essere italiano, a pensarci ha un suono strano, forse perciò mi vengono i dubbi) di alcune mie idee.
Quanto sono complicati e sbagliati quei nuclei pieni di ingerenze familiari in cui viene a mancare un reale, e penso anche sano e giusto sganciamento dalla famiglia d’origine, soprattutto nel momento in cui se ne crea una propria.
E poi quante sono brutte quelle persone che scambiano la gentilezza per invadenza o forse peggio ancora per debolezza.
Ovviamente se da un lato la situazione è stata gestita in modo adulto, dall’altra sentitevi pure liberi di immaginarmi mentre faccio le boccacce e i gestacci verso la parete che dà nella direzione di questa casa, ché tanto è la verità.
Poi, cosa risaputa: quanto mi fa schifo l’estate. In più ho capito, solo da qualche anno però (strano ma vero), che provo antipatia verso chi dice di amarla, non ci posso fare nulla. Ogni tanto penso all'estate 2014, al suo clima perfetto e quasi mi emoziono.

Non conosco l'autore, però ci sta bene.


Commenti

  1. Lascia il sud e hai risolto il problema

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    1. Beh, sì, certo. Anch'io credo agli asini che volano.

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  2. L'estate africana è una stagione grossolana, rozza, volgare.
    Mi fa schifo.

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  3. > Pensate all’incapacità di rispettare gli spazi in comune con gli altri, ad un pesante problema con il tono della voce

    Hai ancora un'etologia fisiologica, con il senso del territorio e una sana intolleranza a sue invasioni, spaziali, acustiche, etc. .

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    1. Sì, però io lo so a cosa e a chi tu stai pensando...

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    2. Non è, qui, molto importante a cosa io stia o non stia pensando.
      Tu vivi una realtà che non ti piace e lo scrivi in questo luogo. Ho solo sottolineato che è normale, giusto, sano volersi difendere da intrusioni.

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    3. Hai ragione.
      Però Uo', è anche vero che ti stavo sfottendo, perciò non farmi il permaloso eh. Perché lo sai che nella mia baracca le cose scorrono molto lente ed io ho sempre questo tono un po' canzonatorio.

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