Quando si dice "un racconto coinvolgente"


Da un po’ di tempo ho ripreso ad ascoltare un po’ di gruppi che ultimamente avevo messo un po’ da parte, anche se l’amore nei loro riguardi non si è mai affievolito. Però ad un certo punto mi sono ricordata di una cosa che mi capitò anni fa.
E visto che io qua sopra, ma in generale proprio nella vita, non racconto quasi mai nulla di me, ‘sta cosa la racconto. Non scrivo quasi mai niente di me perché sono molto riservata e poi la mia vita non è per nulla interessante, ed io purtroppo non sono capace di rendere anche solo vagamente simpatico quello che faccio/penso attraverso la scrittura. E quindi finisco per scrivere anche se in modo molto approssimativo e da persona per niente esperta (cosa evidente anche ai cani e ai muri), ma solo appassionata, di determinati argomenti. Ed invece per quanto riguarda i racconti tristoni o vagamente esistenziali (anche quelli bisogna saperli fare) mi fanno schifo così come altre cose, ma questo è un’altra storia. Però mi piace tenere aperto questo spazio, le volte in cui mi va di riesumarlo la trovo una cosa rilassante.
Niente, non voglio capire che questi preamboli mi scollegano tutto. Vi dico solo che ad un certo punto, stavo iniziando a parlare del nome da dare ad un mio ipotetico cane. Comunque, a me di questa sorta di cantanti/gruppi musicali che vengono definiti “indie”, parola che nei loro riguardi, secondo me, viene utilizzata molto a caso, mi fu consigliato l’ascolto di Calcutta. Devo ammettere che ho un debole per i nomi che si danno gli appartenenti a questa categoria musicale. Già lo conoscevo e non mi piaceva e non mi è piaciuto neanche a dicembre (quando mi è stato consigliato). Dopo oltre un mese la mia mente, di notte, all’improvviso, mi ha riproposto un pezzo della canzone “Cosa mi manchi a fare” ed è stata la fine. Non lo so spiegare bene, ma neanche la prima volta che ascoltai i Ramones o i CCCP (intorno i 15 anni) ci andai sotto in questo modo. Non so quantificare le volte che ho ascoltato 2/3 brani di ‘sto tizio, non lo so. Parecchie. Devo dire che per quasi due mesi ho dormito malissimo e diverse notti mi è capitato di non dormire neanche un’ora, dico questa cosa perché forse potrebbe aiutarmi a capire qualcosa, a risolvere il mio disturbo. Ed è per questo che ho iniziato ad ascoltare tutti i gruppi punk che ho sempre amato, per riprendere contatto con la realtà. Dice: eh, ma quanto sei snob! Eh, ma che spocchia!
Eh!
Oh!
EH!
Tsè. Ma va’, ho detto spesso che l’unico genere che non riesco ad apprezzare e che proprio non mi piace è il metal. Per quanto riguarda gli altri ho le mie preferenze, ma mica ho l’atteggiamento di una bambina. C’è stata una fase quando ero più giovane che forse ho avuto veramente un approccio un po’ snob e spocchioso nei riguardi dei gusti musicali, ma l’ho superata quasi subito. Anzi, mi è capitato di subire delle “discriminazioni” al contrario. Sì, ma io che volevo dire all’inizio, che poi mi distraggo e non concludo niente? Però mi sento come quella volta, oltre 10 anni fa, quando un ragazzo che frequentavo, preferì un’altra a me e…vaffanculo. Va be’, la cosa è più che superata, però quando si tratta di queste cose un vaffanculo ci sta sempre bene. Praticamente in quel periodo, dopo questo abbandono, iniziai a struggermi con mio immenso stupore e senso di confusione su una canzone di Tiziano Ferro ed una dei … è difficile statemi vicino, dei… Negramaro. Il primo continua a starmi simpatico, ma il secondo gruppo è troppo, è veramente troppo per me. E tra l’altro fu proprio in quel momento che conobbi il grosso di alcuni gruppi punk e new wave, proprio quelli meno conosciuti, che mi hanno dato grandi soddisfazioni. Perché se da un lato e in segreto (perché avevo una reputazione da difendere) mi struggevo con quelle canzoni, dall’altra parte c’era la consapevolezza di non riconoscermi proprio in quella musica ed avevo bisogno di altro. E assa fa’ a maromma, c’è l’ho fatta ad arrivare alla conclusione. Una conclusione che lascia aperta una domanda: ma che cazzo sto dicendo? Sto dicendo che una decina di giorni fa, ho capito di avere una sorta di comfort music, quando mi allontano troppo dai miei gusti musicali, per questioni di varia natura, poi ho il bisogno di ritornare al mio genere preferito, perché mi fa sentire meglio. Però i gruppi non li elenco. Un po’ per riservatezza, ovviamente, e un altro po’ è perché tanto lo so che giustamente non ve ne importa niente. Ma soprattutto, ma che storie coinvolgenti racconto?! Ma io devo farlo più spesso.

Commenti

  1. io ho la pelle d'oca dopo la lettura di questo racconto. però una cosa te la devo dire. nel 2007 anche io mi innamorai di una canzone dei negramaro, era una roba pazzesca, l'ascoltavo di continuo. buona notte

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    1. Immagino, è un post così pieno di pathos. Ti capisco, penso che sia dovuto a quel fenomeno definito "il brutto che piace", che non riguarda solo le persone, ma anche la musica, i film, i libri...

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