Kim Gordon e Robert Capa.


Me lo dico da sola: che curioso accostamento? Cosa c’entrano l’uno con l’altra? Be’, sicuramente il fatto di aver vissuto una vita del tipo: “ho visto cose che voi umani…”. Ma stiamo su questa baracca di blog e la verità è molto più banale. Tempo fa avevo detto che avrei voluto scrivere qualcosa riguardo l’autobiografia di Kim Gordon e una monografia su Robert Capa, che avevo letto da poco e questa è l’unica spiegazione di questo accostamento. Nel frattempo ho letto pochissimo, ho ripreso a leggere qualcosa da qualche giorno. Girl in a band di Kim Gordon è stato una bella scoperta. Devo dire che avevo un’immagine diversa di lei. Ha avuto un effetto catartico su di me. Molto interessante, ovviamente non solo per quello che riguarda la parte musicale, qua dentro c’è tutto quello che a me piace da questo punto di vista, ma soprattutto ho amato la sua sensibilità, il modo in cui ha descritto le sue insicurezze, le sue paure, l’analisi che ne ha fatto. E poi non le piacciono Courtney Love (anche per motivi che esulano la musica, motivi in più per odiarla) e Billy Corgan, ho sempre saputo di essere nel giusto.
Una giovane Kim Gordon nella metropolitana di New York. Erano gli anni '70.
Endre Ernö Friedmann, conosciuto con il nome di Robert Capa, nasce il 22 ottobre del 1913 a Budapest. I suoi genitori erano proprietari di un’elegante sartoria e cresce in una famiglia brillante e vivace. Spericolato, molto sicuro di sé, indipendente, irrequieto, un vero e proprio spirito libero, a 18 anni stanco della dittatura di Horthy si trasferisce a Berlino per studiare giornalismo e scienze politiche grazie anche ad un aiuto economico, seppur molto misero, da parte dei genitori.
Robert Capa
A causa del collasso economico del ’29 fu costretto ad abbandonare gli studi e fu a questo punto che decise di ripiegare sulla fotografia. Nel 1932 arrivò la sua prima grande occasione, quando fu inviato in Danimarca per fotografare Leon Trockij che era lì in esilio e che eccezionalmente era stato invitato a parlare della Rivoluzione russa agli studenti. Nonostante Trockij avesse dato il divieto ad essere fotografato, Robert Capa lo fotografò lo stesso. Nel ’33 con la nomina di Hitler a cancelliere fu costretto a lasciare la Germania e si rifugiò a Parigi, perché non solo lui era simpatizzante della sinistra, ma era anche ebreo. A Parigi la sua situazione economica si fece ancora più pesante, però qui conobbe una serie di giovani fotografi con i quali legherà il suo destino e che anni dopo si concretizzerà con la fondazione della Magnum. Ma a Parigi conobbe anche il più grande amore della sua vita, una giovane profuga tedesca: Gerda Pohorylles conosciuta con lo pseudonimo di Gerda Taro. Nasce la loro storia d'amore, Gerda lavorava come segretaria ed era una militante del Partito comunista e poi aiutava Capa (che all’epoca si faceva chiamare Andrè, la versione francese del suo nome) a scrivere le didascalie delle sue foto e lui le insegnò ad usare la macchina fotografica. Nonostante tutto l’impegno e la buona volontà le sue foto continuavano ad essere scartate dai vari redattori dei giornali, in più c’era un altro fotografo che di cognome faceva Friedmann e questo creava una certa confusione. Fu a questo punto che Gerda ed Andrè ebbero l’intuizione vincente: crearono il personaggio del prestigioso fotografo americano Robert Capa, le cui foto (che erano sempre quelle scattate da Andrè) venivano vendute dalla sua manager Gerda ai vari editori a prezzi triplicati rispetto a quello che valevano realmente e loro erano anche contenti di cacciare tutti quei soldi. A questo punto si realizza quello che Andrè aveva sempre sostenuto e cioè:”che nulla ha successo come l’illusione del successo”. Con il tempo questo stratagemma fu scoperto e Andrè decise di assumere in modo ufficiale il nome di Robert Capa.

L'ispirazione per lo pseudonimo di Robert Capa venne da Hollywood, un po' per il regista Frank Capra e un po' per l'attore Robert Taylor. Mentre Gerda Taro trasse ispirazione da un pittore giapponese: Taro Okamoto. Crearono dei nomi facili da ricordare e da pronunciare
Nel ’36, in Spagna, ci fu il suo esordio come fotografo di guerra. Sia lui che la Taro ebbero un contratto per una rivista per effettuare un reportage sulla resistenza spagnola. Qua scatta quella che è considerata la sua foto più famosa e più controversa: "Miliziano colpito a morte". Che come suggerisce il titolo mostra il corpo di un miliziano proprio nel momento esatto in cui viene colpito a morte da una pallottola e sta cadendo a terra. Le critiche riguardano soprattutto la veridicità di questa foto, nel senso tanti hanno creduto che fosse stata costruita a tavolino e non scattata proprio in quel momento. Capa si difese dicendo che all’epoca per scattare foto di questo tipo in Spagna non servivano trucchi, perché le immagini erano là e bastava solo scattarle.
Miliziano colpito a morte
In seguito si trasferirà a Madrid, per fotografare i disastri dei bombardamenti, le situazioni che creava la guerra, lo sfinimento dei soldati, i civili con le loro paure, le devastazioni e i lutti. Robert Capa è sempre stato fin dagli esordi soprattutto il fotografo delle persone di cui ne ha fatto sempre un ritratto empatico, pieno di sentimento, avendo sempre grande rispetto e di dignità nei riguardi di coloro che in quel momento stavano subendo la storia.

Barcellona '37 avviso dei bombardamenti
Poi tra le altre cose in Spagna, oltre a creare la sua leggendaria fama di fotografo di guerra ed iniziare a pubblicare per l’americana rivista Life con cui ebbe un rapporto importantissimo per la sua carriera, divenne amico di Ernest Hemingway. Ritornando un attimo al gossip, alla sua storia d’amore con Gerda, c’è da dire che se da un lato la sua vita professionale stava spiccando il volo dall'altra parte quella sentimentale stava andando a rotoli. Nel frattempo anche Gerda Taro stavo conquistando una buona posizione a livello professionale e con questo nasceva in lei non solo un desiderio di indipendenza a livello lavorativo da Capa, perché in una prima fase gli scatti di lei portavano anche il nome di lui. Ma parallelamente in lei cresceva un desiderio di indipendenza sentimentale. Purtroppo, mentre Gerda era ancora sul fronte a documentare il destino della Repubblica spagnola, durante una ritirata fu investita da un carro armato e morì a soli 27 anni.
Miliziana repubblicana. Foto scattata da Gerda Taro nel '36 a Barcellona
Lui non amò mai nessuna donna come aveva amato lei. A questo punto Robert Capa che di anni ne aveva soli 23, rimasto di nuovo solo, decise di buttare le sue energia in quel campo che gli appariva essere così congeniale: la guerra. Anche se parlava malissimo in inglese, ottenne un contratto con la rivista Life e partì per la Cina per documentare l’aggressione giapponese a quest’ultima. Nel settembre del ’39 con lo scoppio della seconda guerra mondiale, preoccupato dalla possibilità di essere internato, decide di lasciare Parigi e si trasferisce a New York. Qui si accontenta di svolgere dei lavori irrilevanti che gli commissiona “Life”. Ma Capa voleva tornare a fare il suo lavoro: il fotografo di guerra e alla fine ottenne la possibilità di fare un reportage sullo spirito tenace e combattivo dei londinesi sotto i bombardamenti tedeschi. Qui scattò una foto bellissima che ritraeva un prete che nonostante la sua chiesa non avesse più un tetto per colpa dei bombardamenti, lui continuava a celebrare la messa. Fun fact: tra le altre cose Robert Capa era famoso anche per essere un irriducibile donnaiolo, mentre era a Londra, avvenne un episodio singolare, fu invitato a lasciare l’albergo in cui alloggiava per il fatto che ogni sera portava in camera una donna diversa, molte di loro erano prostitute. Nel 1943 andò in Tunisia, in seguito sbarcò in Sicilia da qui raggiunse Napoli dove durante le gloriose quattro giornate scattò delle foto che riassumono in pieno il dolore e la follia della guerra, raffigurati dalle urla e i pianti disperati di alcune madri tutte vestite di nero durante il funerale dei loro giovanissimi figli.

Nel ’44 fa ritorno a Londra un po’ per rivedere la sua amante Pinky, ma soprattutto per aspettare lo sbarco degli alleati che porterà alla liberazione di Parigi. Qui con la sua amante viveva tra feste, cene e poker, anche se lui era un pessimo giocatore.  Nel maggio del ’44 fu scelto tra i fotoreporter che avrebbero dovuto documentare l’invasione della Francia e sbarcò ad Omaha Beach in modo tale da trovarsi nel bel mezzo dell’azione.
Normandia 6 giugno 1944
Anche in questo caso piuttosto che fotografare soldati tedeschi morti, preferì documentare i comportamenti delle persone, dal contadino che offriva da bere a dei soldati americani, alla prostituta francese che ha preferito seguire una fila di soldati tedeschi suoi ex clienti piuttosto che affrontare la rabbia dei suoi concittadini oppure lo scherno a cui venivano sottoposte le persone tacciate di aver dato aiuto ai tedeschi come il caso della donna e di sua figlia a cui raparono la testa e un corteo di persone le seguivano per strada deridendole.

Nel ’45 viene letteralmente paracadutato in Germania e con la prima armata americana in aprile entra a Lipsia.

Qui scatterà un’altra foto simile a quella del Miliziano colpito a morte, entra in una stabile per fotografare un giovane caporale americano che stava sistemando la mitragliatrice e proprio in quel momento il soldato viene raggiunto da un proiettile sparato da un cecchino.

Con la fine della guerra, Capa fa ritorno a Parigi e qui avviene il suo primo incontro con l’attrice Ingrid Bergman, in seguito si incontreranno di nuovo a Berlino e iniziano una relazione che andrà avanti per un paio di anni.
Ingrid Bergman fotografata in una vasca da bagno rotta, trovata tra le macerie di Berlino
Lui si trasferisce ad Hollywood, qui progetterà anche di fare il regista, ma tornerà alla sua vita da fotoreporter e si lascia con la Bergman.
Nel 1947, a New York, fonda l’agenzia Magnum insieme a quattro amici fotografi: Henry Cartier-Bresson, David Seymur detto “Chim”, George Rodger, William Vandivert. E ci si dedica con passione, prestando particolare attenzione ai fotografi più giovani. In questi anni, a Parigi, si dedica ad una vita dissoluta, totalmente dedita al piacere, ma non solo il suo, con grande generosità anche nei confronti degli altri, consumando più soldi di quelli che aveva realmente. Beh, in realtà era depresso, gli mancava l’azione, l’adrenalina che gli dava il suo lavoro. Il momento per l’entrata in azione gli arriva nel 1954 quando gli viene proposto di documentare il conflitto franco-vietnamita.
Una volta in Vietnam si mette in marcia con un convoglio di militari, nonostante la pericolosità del luogo pieno di mine e cecchini, Robert Capa decide di scendere dalla jeep e proseguire per un tratto a piedi per poter scattare delle foto lungo la risaia e purtroppo muore tragicamente proprio a causa di una mina antiuomo, era il 25 maggio 1954.
Vietnam, 25 maggio 1954

Con il suo lavoro ha testimoniato cinque conflitti bellici: la guerra civile spagnola, la resistenza cinese all'invasione giapponese, la seconda guerra mondiale, la guerra arabo-israeliana, la guerra d'Indocina.
Un altro po' di foto ed anche il link della magnum photos.



L'amicizia con Picasso

E soprattutto quella con Hemingway. Londra '44 dopo aver passato una serata ad una festa con Capa, guidando di notte verso l’albergo nella città completamente buia in seguito ad un black-out, Ernest Hemingway si schiantò con la macchina. Il giorno dopo Robert Capa ritrasse l’amico con la testa bendata mentre era ricoverato in clinica.  


Commenti

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  2. Un bravo fotografo appartenente ad una delle parti in conflitto.

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    1. Uno dei migliori.
      Giusta osservazione, ciao Uo'!

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