Concittadina di Jessica Fletcher.


Per caso, mi è capito di scoprire un profilo instagram di una ragazza che vive nel Maine con il marito e il suo cane in una casa tutta di legno in mezzo al bosco e fa questi video mentre danza o fa yoga tra la cucina e un’altra stanza della casa, io la trovo così rilassante nel suo essere aggraziata, calma, flessibile, spirituale e fricchettona, cioè nel suo essere così opposta a me. Nel frattempo che mi organizzo a trovare una casa in mezzo al bosco nel Maine, ma che cosa meravigliosa, aggiorno anche 'sta baracca di blog 100% lamiera ondulata arrugginita con le letture degli ultimi mesi.

Non credo di averne già parlato qua sopra, anche perché questo è il settantesimo post in oltre tre anni. A pensarci è la migliore introduzione che potessi fare a “Tre uomini in barca (senza contare il cane)” di Jerome K. Jerome del 1889. Lo avrei reso orgoglioso del mio essere oziosa. È il racconto di tre amici: Jerome, George, Harris ed ovviamente il cane Montemorency che partono per una gita in barca lungo il Tamigi. Potrebbe risultare noioso a causa delle tante digressioni e un po’ anche perché ha gli anni che ha e voi capite quello che capite (dal manuale scritto da me medesima “come non trovare nuovi amici”), ma secondo me è quasi impossibile non divertirsi leggendolo, soprattutto perché aiuta anche a prendersi un po’ in giro. Io mi sono ritrovata in più di una situazione.

Benvenuti in casa Esposito di Pino Imperatore, è un libro che avevo da un paio di anni nella libreria e non mi decidevo mai a leggerlo. Sbagliavo. Perché non solo è divertente, ma è anche intelligente. Come è suggerito dallo stesso sottotitolo, tratta delle avventure tragicomiche di una famiglia di camorristi. È la storia di Tonino Esposito e della sua famiglia, lui è il figlio di un defunto boss del rione Sanità, il quale vive questa eredità paterna in modo molto combattuto, perché se da un lato si sente in dovere di seguire le orme del padre, dall’altro lato sa di non essere per nulla tagliato per questo mestiere. Tonino non solo è un buono, Tonino è proprio un perdente nato.
Mentre scrivevo mi è venuto in mente un film di Alessandro Piva del ’99: La capa gira, ambientato a Bari, è una storia di droga, di delinquenza locale, ma anche in questo caso la denuncia a quella realtà viene fatta per mezzo della comicità. Voglio rivederlo.

Per una cipolla di Tropea di Alessandro Defilippi, non solo era gratis sul kindle, ma è anche bello. È un libro breve, si legge facilmente (l’ho letto una sera prima di andare a letto). È un giallo ambientato a Genova subito dopo la seconda guerra mondiale.

That’ amore di Elisa Formenti, questo invece lo pagai 99 centesimi, ed è abbastanza carino. La cosa che ho preferito è stata il modo in cui l’autrice descriveva i protagonisti e i luoghi, sembrava di vederli. È la storia di una ragazza che nonostante le difficoltà lavorative post studio riesce a realizzare un suo sogno. È carino. L’avevo già detto?!

È una specie di magia di Daniela Grandi. Scorrevole, piacevole. In realtà lo sono stati tutti, ma li ho proprio scelti di proposito: scorrevoli e piacevoli. Lo vidi pubblicizzato sempre sul kindle e lo scelsi per il periodo in cui è ambientato, perché ho una certa passione per gli anni ’80 anche se io gli vissuti in modo del tutto incosciente perché ero veramente troppo piccola. Siamo nel 2014 Lucia e Sandra sono amiche da sempre e tracciano un bilancio della loro vita, ad un certo punto si ritrovano catapultate nel 1984, nella loro passata vita da adolescente però con la mente attuale, quella di due donne di quasi 50 anni. Chi è che non ha mai avuto il desiderio di tornare indietro anche solo per poter rivivere una certa situazione in un modo più leggero o spensierato?!

L’ultima settimana di settembre di Lorenzo Licalzi. Tra questi è stato il mio preferito. Ho trovato questo libro molto coinvolgente, mi ha fatto sia commuovere che ridere. Quando è finito un po’ mi mancava quel vecchio scorbutico, quanto mi è piaciuto il essere così selvatico e pungente. Devo dire che ha un inizio molto simile a “L’uomo che metteva in ordine il mondo”.

Lui di Timur Vermes, va be’ questo lo conoscono un po’ tutti, ne è stato fatto anche un film. Come al solito quando leggo prima il libro e poi vedo il film, generalmente quest’ultimo non me lo godo mai, se avviene il contrario sì. Allora, l’inizio mi è piaciuto tantissimo, l’ho trovato veramente esilarante, appena avevo occasione lo citavo, poi andando avanti con la lettura ha iniziato ad annoiarmi. Eh, lo so.

Continuo un altro giorno sennò questo post diventa interminabile, ché così posso spendere una parola in più sull’autobiografia di Kim Gordon e per quanto riguarda una monografia su Robert Capa.

Ma adesso che ci penso: La signora in giallo era girato nel Maine, giusto?

Commenti

  1. Licalzi piaceva ad una mia ex

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    1. È l'unico libro che ho letto di Licalzi.

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  2. Non ho letto nemmeno uno dei libri che hai citato. È un periodo che la concentrazione non è proprio nelle mie corde.
    Li consigli tutti quindi?

    La signora in giallo mi piaceva parecchio, anni fa!

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    1. Ti capisco, anch'io con la lettura ho un po' un rapporto altalenante.
      Sì, li consiglio tutti. In realtà li ho scelti proprio per divagare, sono tutti libri che non richiedono una grande concentrazione.

      So che la trasmettono ancora.

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  3. Preso nota di alcuni titoli. Grazie.
    Da aggiungere alla pila in attesa di lettura...

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    1. Ma grazie a te. Sai che io acquistai "L'uomo che metteva in ordine il mondo" (che nel post l'ho anche nominato) dopo aver letto la recensione sul tuo blog.

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    2. Mi fa piacere. A proposito, ho acquistato l'ultimo romanzo di Backman,"Mia nonna saluta e chiede scusa", Ti saprò dire.

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    3. E allora lo metto in lista, però voglio prima il tuo giudizio. Adesso sto vedendo la serie "The Crown". In un'unica parola è: coinvolgente. E dire che a me non me n'era mai fregato nulla dei Windsor.

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    4. A proposito di serie TV (io ne guardo raramente), ho visto The Young Pope di Sorrentino. Sontuoso, ipnotico, ambiguo, spiazzante. Tutta la magnifica ossessione del cinema di Sorrentino ma..in TV.

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    5. Sono d'accordo con la tua opinione, l'ho visto pochi giorni fa e mi è piaciuto molto. A me Sorrentino piace, però è nella veste da scrittore che l'amato follemente. Anch'io ho visto pochissime serie tv, ultimamente ne ho vista qualcuna in più (The Crown, Breaking Bad, il ritorno di Una mamma per amica) perché ad agosto feci l'abbonamento a Netflix per Stranger Things ed ho continuato a pagarlo.

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